Quando furono entrambi nella stanza, Aveline chiuse la porta a chiave, poi prese Connor per mano e lo fece sedere sul letto. Si mise davanti a lui ed iniziò a spogliarsi, senza smettere di guardarlo intensamente negli occhi. Lui la osservava con sguardo pieno di desiderio e con un sorriso malizioso; seguiva ogni gesto che faceva nel togliersi i vestiti. Aveline iniziò a sbottonarsi lentamente la camicetta, e la fece cadere a terra mettendo in mostra i suoi seni. I suoi capezzoli erano già turgidi per via del freddo e dell’eccitazione. Fece scivolare giù lungo i fianchi anche i pantaloni, rimanendo completamente nuda. Non provava alcuna vergogna, solo un desiderio irrefrenabile di essere posseduta e di sentirlo dentro di lei.

Si avvicinò, gli prese la mano, e si appoggiò la punta dell’indice sulle labbra, baciandolo dolcemente. Poi lo spostò lentamente dalla bocca al collo, percorrendo ogni centimetro della sua pelle, quindi lo posò in mezzo ai seni. Connor le accarezzo dolcemente il capezzolo con la punta delle dita, poi prese delicatamente con tutta la mano l’intero seno. Aveline sentì un brivido di piacere che involontariamente le fece inarcare la schiena. Vista la sua reazione, Connor le si avvicinò allargando le gambe, e iniziò a baciarle il petto: prima la clavicola, poi scese lentamente sul seno sinistro. Aveline iniziò ad ansimare chiudendo gli occhi e inarcando di nuovo la schiena. Connor le baciò dolcemente il capezzolo: lo prese delicatamente tra le labbra, lo leccò, lo mordicchiò. Quindi si spostò e fece la stessa cosa anche con il destro. Senza neanche rendersene conto, Aveline stava gemendo di piacere. Lui la teneva per i fianchi, e quando la sentì gemere strinse la presa per farle sentire quanto lo eccitava.

Ad un certo punto si alzò e la baciò tenendola stretta a se’: le sue mani correvano lungo la sua schiena, lungo i fianchi, i capelli, mentre la baciava con passione. Aveline si sdraiò sul letto e Connor iniziò a spogliarsi: si tolse la maglia mostrandole il suo fisico scolpito. Aveline si appoggiò sui gomiti e si morse il labbro inferiore, ammirando da sdraiata la perfezione del suo corpo. Quindi si aprì i pantaloni e li abbassò, restando completamente nudo; salì sul letto, le aprì le gambe e si stese su di lei; le accarezzò dolcemente la guancia e le labbra, tenendosi sul gomito sinistro. Poi scese lentamente, e con la punta delle dita le accarezzò il collo, il petto, il seno, l’addome, il pube… poi delicatamente sfiorò il suo sesso, facendola ansimare. Continuò per un po’ così, prima delicatamente, poi aumentando leggermente la pressione e la velocità: Aveline gli stringeva le braccia per il piacere, ansimando e gemendo vicino al suo orecchio. Pochi istanti dopo Connor si fermò e la guardò intensamente sorridendole; lei ricambiò con sguardo d’intesa. Spostò le mani e la abbracciò, tenendo una mano sotto alla sua testa e l’altra sotto alla schiena; la strinse dolcemente a se’ e Aveline fece altrettanto tenendo le mani sulle sue spalle. Si baciarono intensamente e appassionatamente: rimasero l’uno tra le braccia dell’altra per qualche istante, godendosi il momento, abbandonandosi alle sensazioni. Poi lentamente spostò la mano sinistra sul fianco di lei, percorrendo le sue morbide curve; ricominciò a baciarla mentre con delicatezza iniziò ad entrare dentro di lei: piano piano Aveline lo accolse tutto dentro di se’ stringedolo forte e sospirando di piacere. Le sembrò di toccare il cielo con un dito. Connor le fece stendere le braccia fin sopra la testa sul cuscino, appoggiando le mani sulle sue; quindi la baciò dolcemente sulla guancia e iniziò a muoversi lentamente con il bacino avanti e indietro. Ad ogni movimento che faceva, Aveline gemeva e ansimava: non aveva mai provato nulla di simile. Non era la prima volta che faceva sesso, ma non si era mai sentita così desiderata. E neanche lei aveva mai desiderato così tanto qualcuno: Connor era così dolce e romantico, ma allo stesso tempo deciso e autorevole, che le sembrò di aver trovato ciò che aveva sempre voluto da un uomo.

I movimenti si fecero più veloci e profondi: si ritrovarono a gemere ed ansimare contemporaneamente, a condividere uno dei momenti più belli della loro vita. Connor spostò le mani da quelle di Aveline e si appoggiò per tirare su il busto per poterla guardare negli occhi; Aveline strinse le gambe attorno al suo bacino e lo abbracciò ancora: Connor si fermò e rimase a guardarla sorridendo per qualche istante. Le accarezzò dolcemente la guancia e le sussurrò: <<Ti amo, Aveline>>

Aveline lo baciò intensamente, tenendogli il volto tra le mani. <<Anche io ti amo>>

Connor sorrise felice e la abbracciò: riusciva a sentire tutto l’amore che voleva darle. Nonostante si conoscessero da poco era come se fossero sempre stati insieme. Erano già legati da un sentimento molto forte che nasceva dal profondo, qualcosa di irrazionale e inspiegabile.

Si girarono invertendosi di posizione, senza smettere di abbracciarsi: Connor appoggiò le mani sui fianchi di Aveline; lei gli spostò le mani dai fianchi al seno e gli sussurrò piena di desiderio <<Prendimi, sono tua>>. Si appoggiò con le mani sul suo petto, e iniziò a muoversi avanti e indietro. Connor chiuse gli occhi e si abbandonò completamente al piacere che provava nel sentirla muovere su di lui. La prese per i fianchi e strinse gemendo di piacere. Aveline inarcò la schiena e ansimò rumorosamente: il piacere la invadeva completamente, ed era una sensazione fantastica. Connor si tirò su e si mise seduto stringendola a se’: iniziò a baciarle il collo e il petto, tenendole una mano tra le trecce e una sul sedere. Accompagnò il movimento del bacino di lei con la mano; poi la prese e la fece sdraiare di nuovo sulla schiena e continuò a possederla in quella posizione.

Fecero l’amore per almeno un’altra mezz’ora, stringendosi, baciandosi, abbracciandosi… amandosi. Ad un certo punto Connor la prese per i fianchi e iniziò a penetrarla più a fondo e più rapidamente. Aveline dovette coprirsi la bocca per non urlare di piacere. Dopo pochi colpi di reni finalmente esplose di piacere dentro di lei: si strinsero forte a vicenda, e rimasero per diversi secondi uno sopra l’altra ad ansimare per l’amplesso. Connor le accarezzò i capelli e la baciò teneramente, quindi si sdraiò accanto a lei per riprendere fiato. Aveline gli si avvicinò e gli appoggiò la testa sul petto per farsi coccolare. Lui le sfiorò il braccio e la schiena, quindi la baciò sulla fronte.

<<Aveline è stato fantastico>> Le disse dolcemente ad un certo punto. Lei sorrise e gli accarezzò il petto. <<Anche per me è stato stupendo. Grazie>>. Connor di riflesso la abbracciò stringendola a se, poi si mise su un fianco per guardarla negli occhi.

<<Tu mi fai sentire bene. Davvero. Come nessuno ha mai fatto nella mia vita. Con te sento di poter essere finalmente felice. Tu hai portato la luce nella mia esistenza buia: sono io che devo ringraziarti, Aveline>>. Si baciarono teneramente e Aveline trattenne a stento le lacrime.

<<Resta con me… >> Le bisbigiò <<Non lasciarmi>>. Aveline gli accarezzò il volto e lo baciò: <<Ti amo… >>. Connor la abbracciò forte e la baciò dolcemente. <<Vorrei che questa notte durasse per sempre>> disse lei ad un certo punto. Lui la guardò intensamente e poi le rispose: <<La porterò per sempre nel mio cuore>>. Aveline si mise su un fianco dandogli le spalle, e gli si avvicinò di schiena, facendosi abbracciare da dietro. Lui le baciò il collo: <<Sei fredda. Infiliamoci sotto le coperte>>. Quindi si alzarono e si misero sotto alle coperte calde; rimasero nudi e abbracciati per diversi minuti, in silenzio, rannicchiati in posizione fetale.

<<Connor?>>

<<Si?>>

<<No, niente. Volevo sentire se eri ancora sveglio…>>

<<Si, sono sveglio. Ascoltavo il tuo cuore e il tuo respiro>>

Aveline sorrise e pensò quanto fosse bello avere al suo fianco un uomo come lui. Ormai era innamorata persa: non sapeva cosa fare del suo futuro, ma sapeva con certezza che lui avrebbe dovuto farne parte. Piano piano, in mezzo a questi pensieri, si addormentò tra le sue braccia.

Il mattino seguente si svegliò con la luce del sole che irrompeva lieve dalla finestra. Si voltò sperando di trovarlo accanto a lei, ma era sola. Era stato tutto così perfetto che per qualche secondo ebbe il timore di essersi sognata tutto. Poi però realizzò di essere ancora nuda dalla sera prima. Si alzò e andò a mettersi la camicia da notte e la vestaglia, quindi uscì per andare a farsi un bagno prima di colazione.